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il mercoledì 25 settembre 2019 alle 17:14 - pubblicata da 282 giorni
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Come raccontare ai ragazzi, in forma narrativa, momenti ed episodi drammatici della storia recente che non risparmiarono i bambini - 28 settembre 2019 ore 17.00 MeMo Fano

Sabato 28 settembre alle ore 17.00 presso la sala ipogea della Mediateca Montanari di Fano, l’Iscop curerà un appuntamento all’interno del Settembre pedagogico, una ricca rassegna di appuntamenti dedicata agli insegnanti, organizzata dalla Mediateca di Fano.

Si tratta di un percorso didattico per i docenti del secondo ciclo di primaria e della secondaria di primo grado tenuto da Lidia Maggioli. A partire dal suo romanzo per ragazzi Sognando il cavalluccio marino (Secondo classificato al Premio Letterario Internazionale M.A.R.E.L. speciale infanzia 2018) presenterà un percorso didattico sull’esclusione e sulla persecuzione su base “razzista”, in un arco di tempo che va dal 1938 con il varo dei Provvedimenti per la difesa della razza italiana, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il laboratorio intende intersecare, a scopo didattico, la finzione narrativa della letteratura con le fonti storiche, tenendo presenti le distanze e le contiguità tra i due linguaggi. Lidia Maggioli è stata infatti insegnante di storia e filosofia ed è autrice sia di libri per ragazzi, sia di studi storiografici sulla persecuzione antiebraica.

Presenta l’incontro Marco Labbate, ricercatore Iscop.

Il libro

Liberamente ispirata a vicende reali accadute in Italia durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, la narrazione si sviluppa su due binari temporali: il presente della vacanza - fatto di nuotate, gare di abilità e incontri emozionanti - e il passato che riaffiora in forma sempre più puntuale attraverso il racconto di uno dei protagonisti. Siamo nel 2016 e i gemelli undicenni Paolo e Danila Lombardo partono per il mare con il nonno Elia Minerbi. La convivenza è l'occasione per far rivivere l'infanzia del congiunto che, assieme alla dittatura, ha conosciuto sulla propria pelle anche l'arbitrio e la violenza dell'antisemitismo. Il caso vuole che il centro balneare in cui il racconto è ambientato sia lo stesso dal quale, settantatré anni prima, il piccolo Elia e la madre Regina erano stati cacciati per ragioni “di razza”.

L’autrice

Lidia Maggioli ha scritto i romanzi Vincenzo, Malick e la lunga marcia di Evelina (2009), Il salto della rondine  (2010), e L’albero delle arance amare (2015), ha curato l’autobiografia di Cesare Moisè Finzi dal titolo Qualcuno si è salvato, ma niente è stato più come prima (2006) ed è autrice dei saggi Spiagge di lusso, antisemitismo e razzismo in camicia nera nel territorio riminese (2016), Con foglio di via, storie di internamento in Alta Valmarecchia, 1940-1944 (2009) e Il ponte sette luci, Biografia di Giuseppe Levi Cavaglione (2012).